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| Svariati; di sicuro il duplice o triplice cambio di destinazione **durante** il viaggio è degno di nota, ma anche la richiesta di lavoro a Srebrenica, come l'insacchettamento di carne appena macellata, o l'erba da tagliare con una falce di legno, decisamente nuovi a tutto il clan; \\ indimenticabile il primo giorno a Đulići: dopo essere stati spiazzati dalle circostanze ed essendoci ritrovati a non sapere bene cosa fare, cercammo dei ragazzi con cui giocare e ne trovammo alcuni intenti nel giuoco del pallone: oltre ad essere molto più bravi di noi a giocare la partita si è conclusa con un bombardamento di petardi da parte di due ragazzini di circa 10 anni, i quali ci hanno anche inseguito pur di scaricare il loro arsenale su di noi; 2/3 giorni dopo uno dei due teppistelli si avvicina ad un membro musicista del clan, intento a suonare, chiedendo una breve lezione in lingua bosniaca. \\ Quei bravi ragazzi del clan, cercando vita e persone ai quali offrire servizio con l'ormai noto intercalare "trebateli pomoc?" hanno trovato una popolazione estremamente ospitale, molto più intenzionata a sfamarci, ospitarci e intrattenerci che ad essere aiutata in qualsivoglia faccenda; combinando questa, diciamo, difficoltà ad agire con il caldo pesante del primo pomeriggio, si è configurata una rout-ine in cui dopo pranzi abbondanti restavano due comode ore di digestione, prima di ritornare attivi. \\ Elena ha sfoggiato travolgenti azioni calcistiche; \\ alcuni ragazzi sono quasi stati portati alla frontiera -non da poliziotti- perché intesi come immigrati sperduti. \\ L'ultima sera prima di tornare a Tuzla il clan ha partecipato ad una festa di paese (probabilmente a Sapna), la cui popolazione si organizzava spontaneamente in danze a cerchio molto tradizionali, così tradizionali da avere una serie totale di 3/4 passi: non è stato (troppo) difficile per il clan entrarne a far parte, mossi da un'ipnotica musica balcana piuttosto ripetitiva ma non per questo poco accattivante. | Svariati; di sicuro il duplice o triplice cambio di destinazione **durante** il viaggio è degno di nota, ma anche la richiesta di lavoro a Srebrenica, come l'insacchettamento di carne appena macellata, o l'erba da tagliare con una falce di legno, decisamente nuovi a tutto il clan; \\ indimenticabile il primo giorno a Đulići: dopo essere stati spiazzati dalle circostanze ed essendoci ritrovati a non sapere bene cosa fare, cercammo dei ragazzi con cui giocare e ne trovammo alcuni intenti nel giuoco del pallone: oltre ad essere molto più bravi di noi a giocare la partita si è conclusa con un bombardamento di petardi da parte di due ragazzini di circa 10 anni, i quali ci hanno anche inseguito pur di scaricare il loro arsenale su di noi; 2/3 giorni dopo uno dei due teppistelli si avvicina ad un membro musicista del clan, intento a suonare, chiedendo una breve lezione in lingua bosniaca. \\ Quei bravi ragazzi del clan, cercando vita e persone ai quali offrire servizio con l'ormai noto intercalare "trebateli pomoc?" hanno trovato una popolazione estremamente ospitale, molto più intenzionata a sfamarci, ospitarci e intrattenerci che ad essere aiutata in qualsivoglia faccenda; combinando questa, diciamo, difficoltà ad agire con il caldo pesante del primo pomeriggio, si è configurata una rout-ine in cui dopo pranzi abbondanti restavano due comode ore di digestione, prima di ritornare attivi. \\ Elena ha sfoggiato travolgenti azioni calcistiche; \\ alcuni ragazzi sono quasi stati portati alla frontiera -non da poliziotti- perché intesi come immigrati sperduti. \\ L'ultima sera prima di tornare a Tuzla il clan ha partecipato ad una festa di paese (probabilmente a Sapna), la cui popolazione si organizzava spontaneamente in danze a cerchio molto tradizionali, così tradizionali da avere una serie totale di 3/4 passi: non è stato (troppo) difficile per il clan entrarne a far parte, mossi da un'ipnotica musica balcana piuttosto ripetitiva ma non per questo poco accattivante. |